NOVITA’: Esenzioni fiscali!

L’Associazione 753ArteBellezza promuove rassegne musicali in territorio ticinese, assicurando:

Biglietti gratuiti su indicazione delle Associazioni amiche (SOS TICINO, CroceRossa, Atte, Spazio aperto, Eccoci), Gratuità per i bambini elementari, i residenti in case Anziani, i disabili con accompagnatori, Riduzioni fisse per AVS e giovani (partenariato col DECS).

Per realizzare questo confidiamo in sostegni economici da parte di chi è interessato alla promozione della cultura musicale quale esperienza di “Prossimità”.

 Siamo lieti di informarVi che:

“Il giorno 6 febbraio 2019 la Divisione delle Contribuzioni del Canton Ticino ha riconosciuto 753 ArteBellezza-Bellinzona quale Associazione di pubblica utilità e senza fini di lucro, inserendo la stessa nella “Lista pubblica degli Enti al beneficio esenzione fiscale”. Pertanto ogni donazione a favore dell’Associazione potrà essere dedotta fiscalmente dai donanti e benefattori nelle loro dichiarazioni fiscali sempre che tali prestazioni, durante l’anno fiscale, siano di almeno 100 franchi e non superino complessivamente il 20 per cento dei proventi, dopo le deduzioni di cui agli articoli 25-32 della Legge federale sull’imposta del 14 dicembre 1990 (LIFD). Al donatore l’Associazione rilascerà a fine anno – in forma cumulativa – apposita attestazione.

In caso di disponibilità a sostenere la nostra Associazione, Vi preghiamo di voler effettuare bonifico a:

 Associazione 753 ArteBellezza-Donazioni  Banca Raiffeisen Bellinzonese e Visagno IBAN CH7780808003688276181

Indicando i dati anagrafici (Nominativo e indirizzo completo)

 

“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza. 
Chi penetra il senso della Musica potrà liberarsi 
da tutte le miserie in cui si trascinano gli altri uomini”

(Ludwig van Beethoven)

MUSICA CULTURA DI PROSSIMITÀ

Giornata della Memoria 2020

Con molto piacere porto il saluto dell’autorità cittadina a questa manifestazione e ciò sia per il fatto che l’associazione organizzatrice, ed in particolare la sua presidente signora Grazia Galletta, meritano la nostra attenzione e la nostra stima per il notevole impegno inteso alla diffusione del valore della cultura a Bellinzona ma non solo. Ma naturalmente il concerto, sicuramente di notevole spessore, che verrà offerto è inteso a sottolineare e commemorare una giornata molto particolare, molto importante. Una giornata che deve (continuare a) interpellarci, inducendoci tutti – autorità e singoli cittadini – ad una riflessione attenta sulle condizioni della nostra civiltà e in genere di noi umani ad individuare ed intercettare il male.

Ricorre, lunedì 27 gennaio, il 75° della liberazione da parte dell’armata rossa del campo di Auschwitz.

Commemoriamo in tale data non tanto la liberazione del campo, ma la memoria delle persone che ci sono state, che vi sono perite.

Il dolore di chi ci è passato, di chi è sopravvissuto e dei loro familiari.

Andare ad Auschwitz è un viaggio che dovrebbero fare tutti, almeno una vola nella vita, almeno noi occidentali.

Quei campi non li hanno costruiti dei marziani, dei pazzi, dei popoli ignoranti del mondo.

Sono stati costruiti dall’uomo occidentale, rappresentanti di quella che si riteneva la forma di civiltà più avanzata a quel momento.

Naturalmente è importante, fondamentale per tutti noi “ricordare”,  anche se bisogna portare rispetto per quelle persone come Elena Loewenthal, scrittrice e traduttrice di testi ebraici, che alcuni anni fa sul quotidiano La Stampa aveva scritto: “Come si fa a scendere a patti con una storia così? Come si fa a farci i conti? A toglierseli dalla testa, a non trasformarla in un’ossessione? Forse ogni tanto speri di dimenticarla. E’ pura illusione…Rimuovere la Shoah dall’universo della mia coscienza e dal mio inconscio, soprattutto… L’oblio è una forma di difesa dall’angoscia, una pulsione di vita…”

Una tragedia immane; la pagina più buia della storia della civiltà occidentale.

Una civiltà, la nostra, abituata a spesso guardare dall’alto al basso altre civiltà, altri popoli.

A considerarsi superiore per lignaggio, competenze tecniche, conoscenze scientifiche. Abituata a menare vanto per il proprio passato, per le proprie tradizioni culturali: le radici classiche, quelle cristiane e quelle illuministiche.

Una civiltà che, purtroppo, ancora oggi manifesta questa deprecabile tendenza. Specialmente quando si confronta con popoli di altri continenti che magari si avvicinano a casa nostra pigiati su precari gommoni.

E anche come Svizzeri non possiamo non confrontarci con questa tragedia che è anche nostra. Un eminente scrittore elvetico aveva detto che “Auschwitz è parte della geografia svizzera”: sì perchè il nostro paese che pure durante la seconda guerra mondiale ha accolto molti profughi ebrei ne ha anche respinti quindicimila che, in massima parte provenienti dall’Austria, avevano bussato alle nostre frontiere, condannandoli ad una morte certa.

Il nostro è il paese di Paul Grüninger il comandante della polizia di San Gallo che per aver salvato, aggirando le leggi dello Stato, molti rifugiati ebrei, consentendo loro di entrare nel nostro paese, venne licenziato dal Governo nel 1939, privato della pensione e poi condannato da un Tribunale svizzero per abuso di ufficio, una sentenza che verrà “annullata”, e quindi Grüninger riabilitato, solo nel 1995!

Una storia ed una lezione importante anche per noi poiché, come ci ricorda la poetessa Emilie Dickinson, “è comodo provare pietà per coloro che in vita la pietà avrebbe salvato. Il concludersi della tragedia garantisce l’applauso troppo spesso negato quando la tragedia è in atto”.

Mario Branda, Sindaco di Bellinzona

 

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